Sono appena tornata da un Workshop esperienziale sul Rebozo con la partera tradizionale messicana Angelina Martinez Miranda e mi sento davvero onorata per aver avuto questa opportunità.

È stata per me un’occasione fantastica, non solo perché mi ha permesso di riprendere in mano il rebozo, ma soprattutto perché ho avuto modo di incontrare una donna unica, custode di una saggezza antica e di una profondità spiazzante.

È avvenuto tutto per caso e all’improvviso.

Negli ultimi mesi era nato in me e nella mia amica doula Maria Eugenia Carmona (Maru) il desiderio e la voglia di far conoscere e sperimentare alle donne del nostro territorio il massaggio con il rebozo.

Maru, originaria del Venezuela, porta naturalmente con sé una tradizione culturale molto forte e aveva già avuto l’onore di formarsi anche con Angelina Martinez Miranda sull’utilizzo del rebozo. Io, invece, avevo appreso alcune tecniche con la scuola olandese di Thea van Tuyl e Mirjam de Keijzer.

Nel gennaio 2017 abbiamo proposto ad un gruppo di mamme un’esperienza di massaggio con il rebozo e il riscontro era stato davvero positivo! Così ogni tanto ne parlavamo insieme e progettavamo nuove idee.

Pochi giorni fa, dal nulla, abbiamo poi trovato in internet la locandina di questo evento con Angelina, ma le iscrizioni erano già chiuse da settimane. Ci siamo sentite chiamate e così abbiamo provato a contattare lo stesso gli organizzatori…e contro ogni aspettativa erano rimasti proprio i nostri posti!

Lo abbiamo preso come un segno.

Che cos’è il Rebozo

Il rebozo è un telo rettangolare tipico di alcuni paesi del sud America, che viene usato come indumento e scialle, ma anche come aiuto nel trasportare gli oggetti e… come fascia portabebè.

La parola “Rebozo” ha un significato molto bello: indica lo stare tra le braccia di qualcuno, vicino al suo cuore, in un contenimento che sostiene. Ed il rebozo è anche il prolungamento delle mani e delle braccia di chi lo sta usando per cullare e per accudire il corpo nella sua totalità. In genere, quando è autentico, viene tessuto dalle mani di tante donne, che lasciano in esso la loro energia e l’intenzione di accompagnare altre donne nel loro cammino.

Quello messicano è uno degli strumenti indispensabili per le ostetriche tradizionali, un fedele alleato dai tempi più antichi, perché permette di alleviare i fastidi della donna durante la gravidanza, posizionare al meglio il feto e aiutarli durante il travaglio e il parto.

Il massaggio del rebozo, infatti, agendo in modo efficace sui fasci muscolari, oltre a donare una coccola piacevole, è in grado di sciogliere le tensioni e viene spesso proposto per dare sollievo a chiunque ne senta il bisogno (è davvero utile e benefico per chi soffre di mal di schiena o dolori mestruali ad esempio).

Dopo la nascita del bebè, il rebozo viene usato per “chiudere” fisicamente ed emotivamente il periodo del puerperio, nel rito del “cierre. Il corpo della donna viene avvolto e contenuto, dalla testa ai piedi, in 7 punti, per ripristinarne l’ordine, chiudere un ciclo e permettersi di aprirsi ad un altro, con felicità e benessere.

Quello della chiusura con il rebozo è un rituale che in realtà si può offrire in ogni ciclo importante nella propria vita, per chiudere con ciò che è stato, ringraziare e proseguire nel proprio cammino con una nuova energia.

Il workshop nei dettagli

Non è possibile descrivere a parole ciò che è stata questa esperienza e nemmeno l’immensa bellezza che questa donna porta con sé.

Angelina è un’ostetrica tradizionale con quarant’anni di esperienza al fianco delle donne (ha seguito più di 15 mila parti) ed è una delle poche che ancora segue i parti in casa in Messico. Porta dentro di sé la saggezza di tre generazioni di ostetriche e un’indiscussa maestria nell’uso del rebozo e della medicina tradizionale.

Angelina ci ha letteralmente incantate con la saggezza dei suoi movimenti e della sua esperienza, con quest’arte che è nel suo lignaggio femminile e nella sua cultura.

Abbiamo sì sperimentato alcune tecniche e alcuni riti, ma il sapere che Angelina ha dentro di sé e che mette nelle sue mani, nei suoi gesti e nelle sue parole è una dote che non può passare in così poco tempo.

Il suo è un sapere antico e unico, una saggezza che non si apprende sui libri.

Traspare però la potenza di essere parte di un tutto e dell’amore che ognuno di noi può donare. Traspare l’importanza del messaggio di cura, da avere nei gesti e nella presenza, nella mente, nelle emozioni e nel corpo.

Tutti possiamo e dobbiamo lavorare in questo senso. Collaborare con questo obiettivo primario: il benessere della mamma e del bambino, perché come dice Angelina: “Siamo tutti nello stesso cammino e dobbiamo aiutare i nostri fratelli nel bisogno”.

Laddove c’è cura, tempo, attenzione, amore e rispetto tutto fluisce.

Laddove si chiude un cerchio con gratitudine, per aprirsi ad una nuova fase, il cammino può proseguire.

È stato un onore essere accompagnata dal suo tocco durante la ripetizione dei gesti. È stato un privilegio essere massaggiata da lei.

Sono rimasta affascinata dalla forza di questa donna, dalla sua umiltà e dal suo sorriso dolce.

È stato per me un incontro prezioso che terrò nel mio cuore.

E’ stato un dono che cercherò di donare ad altri cuori, come ci siamo augurate una alla volta, nel cerchio finale <3

Un ringraziamento speciale va anche alla mia amica Maru che mi ha accompagnata in questa magnifica esperienza. Muchas gracias

Pin It on Pinterest

Share This