Sono da poco terminate le campagne a sostegno del babywearing e dell’allattamento, due importanti iniziative nate per creare occasioni di sensibilizzazione sui temi del contatto e dell’allattamento.

Sono stata personalmente coinvolta dall’Ospedale Valduce di Como e dall’Amministrazione del Comune di Malnate (VA) proprio per approfondire queste tematiche. Per me è stato un onore e mi ha reso felice riscontrare la sensibilità di questi enti nei confronti del benessere della famiglia, con particolare attenzione alla diade mamma – bambino.

Perché parlare di babywearing durante la settimana dell’allattamento (e viceversa)? Qual è la correlazione tra allattamento e babywearing? 

In realtà queste due pratiche sono correlate (e alleate!). In entrambe infatti c’è contatto, vicinanza, nutrimento fisico e psico-emotivo e per di più allattamento e Portare vedono come protagonista l’ossitocina, ormone del legame, dell’accudimento e dell’amore!

L’ossitocina interviene nella fase dell’innamoramento e in tantissimi aspetti legati alla riproduzione, ma la sua attività si osserva principalmente durante il travaglio, l’allattamento e più in generale nel post partum. Questo ormone ha altissime concentrazioni dopo un parto fisiologico, nel contatto pelle a pelle… e, associato all’ormone prolattina, interviene fisiologicamente nei meccanismi della lattazione.

In particolare, quando c’è un contatto con il bambino, quando lui si avvicina al seno e lo tocca con le manine, con la bocca, con la lingua ed inizia poi a succhiare (grazie anche ai suoi riflessi), c’è un grande rilascio di ossitocina con conseguente stimolazione dell’eiezione del latte. Inoltre, quando mamma e bebè hanno la possibilità di rimanere in un ambiente protetto e a contatto, si rilevano altissimi livelli di endorfine che, combinate all’ossitocina, aiutano a stimolare un senso di accudimento e di attaccamento profondo e duraturo.

Il tatto inoltre è il primo senso che si sviluppa in utero e la pelle è l’organo più esteso del nostro corpo. Contatto e prossimità, quindi, oltre a generare uno stato di benessere, aiutano ad attivare gli ormoni sopra citati e sono proprio alla base della costruzione della relazione con il proprio bambino.

Gli effetti positivi del contatto sono stati ampiamente studiati e dimostrati nella marsupio-terapia su neonati prematuri tenuti pelle a pelle e si è verificata un’influenza positiva sui parametri vitali (in particolare sul ritmo cardiaco), sulla termoregolazione, sullo sviluppo cerebrale e sulla crescita globale di questi bambini.

Uno studio italiano (wow!) del 2012 ha perfino confermato che un maggiore contatto madre / bambino attraverso l’uso di un supporto portabebé possa aumentare la durata e l’esclusività dell’allattamento al seno.  

Si evince, perciò, che allattamento e babywearing possono essere in relazione tra loro, anche se non significa che si debba per forza allattare e portare contemporaneamente.

È possibile allattare nella fascia o nel marsupio?

Allattare mentre si pratica il babywearing è potenzialmente possibile, ma certamente non è per tutti (e non tutti desiderano farlo).

Ogni diade mamma – bambino è diversa, ogni bimbo è diverso e perfino ogni seno è diverso!

Laddove ci sia il desiderio di allattare nella fascia o nel marsupio, si può trovare una soluzione personalizzata, adatta per quella diade, in base all’epoca precisa in cui si desidera farlo e al supporto in possesso.

Solitamente non consiglio di allattare un neonato all’interno di un supporto portabebè, perché, soprattutto nelle prime settimane di vita, è prioritario verificare che l’attacco, la posizione e la suzione siano corretti ed efficaci. 

Un cattivo posizionamento del bambino al seno, un attacco scorretto o una suzione non adeguata possono causare dolore e ragadi e possono addirittura influire in modo negativo sulla crescita del bimbo stesso. Meglio prendersi quindi il tempo necessario al di fuori del supporto portabebè.

Nel momento in cui i bimbi inizieranno ad essere un po’ più grandicelli, l’allattamento sarà ben avviato, il babywearing sarà ormai diventata una pratica quotidiana e la mamma si sentirà competente e sicura di poter gestire questa combinazione, allora si potrà pensare di proporre l’allattamento anche mentre si porta. 

Sottolineo “anche” perché mi auguro che questa modalità “on the go” non diventi l’unico modo per farlo. Essere multitasking a volte è molto comodo, a volte è una necessità, ma credo sia importante sapersi fermare e prendersi dei momenti speciali ed esclusivi per stare con il proprio bimbo (e l’allattamento può essere una splendida occasione).

Allattare in fascia può essere una soluzione molto comoda ad esempio quando si è fuori casa, in situazioni di emergenza (ad esempio nel prendere un bus), quando magari si hanno più figli da gestire in contemporanea o quando si vuole avere un sostegno in più nello scarico del peso del bimbo (un po’ come se fosse una terza mano).

Come allattare e portare in modo sicuro 

Quando si desidera praticare il babywearing ed allattare in contemporanea è bene applicare alcune regole ed accorgimenti molto importanti che garantiscano di vivere questa esperienza in sicurezza.

La prima cosa da sottolineare è che la mamma deve rimanere attenta, attiva e vigile su ciò che succede durante tutta la poppata. 

È importante verificare che le vie aeree del bambino siano libere e che la mamma sia in grado di individuare tempestivamente eventuali ostruzioni (causate dal tessuto, dall’abbigliamento, dal seno stesso, dal mento del bimbo che ricade contro il petto ecc.) e di apportare aggiustamenti immediati quando necessario.

Nei primi mesi di vita, la posizione assunta dal bebé nella poppata è data dal genitore (questo anche al di là del portare): orecchio, spalla ed anca dovrebbero rimanere allineati. Col tempo diventerà lui stesso capace di gestire la postura e acquisirà un suo stile nel poppare.

Quando si porta e si allatta, l’occipite e la schiena del bimbo devono essere adeguatamente supportati (dal tessuto e/o dal genitore) e le sue ginocchia devono rimanere più in alto rispetto al sederino. Sarebbe meglio lasciare la testa del bimbo libera, in modo da non creare eccessive pressioni, ma al contempo è importante offrire un buon sostegno al collo, alla nuca e alle spalle. Le gambe vanno supportate da ginocchio a ginocchio, i polpacci sono liberi e i piedi privi di tessuto.

Una volta finito di allattare, il bimbo va riportato in posizione verticale, nella postura migliore per mantenere le vie aree libere e il corpo va supportato nuovamente  in modo ottimale, soprattutto quando viene allentata la legatura per favorire la poppata o quando il bimbo si addormenta.

La scelta della posizione è personale e dipende, oltre che dalla forma e dalle dimensioni del proprio seno, anche dal tipo di supporto utilizzato. Il posizionamento potrebbe non essere subito immediato e spesso è necessario “fare un po’ pratica”.

Anche il vestiario indossato dalla mamma può fare la differenza: utilizzare una maglietta con uno scollo ampio o con l’apertura per il seno, un reggiseno che si sganci con una sola mano ecc possono facilitare la gestione dell’allattamento mentre si porta.

Come fare ad allattare nella fascia o nel marsupio 

È possibile allattare nella maggior parte dei supporti portabebè, anche se, come ho già detto, sono numerosi i fattori che potrebbero influire nella pratica (le dimensioni e la forma del seno, la statura del bimbo, ma anche la propria propensione all’uso di un supporto piuttosto che un altro) e può essere che una mamma si trovi benissimo a portare con un tipo di supporto, ma non lo gradisca poi per allattare.

Bisogna sempre darsi il tempo per prendere la mano e potrebbe capitare che le donne con i seni più grandi fatichino maggiormente (…ma non si può dirlo a priori).

  • Allattare nella fascia elastica

Per allattare con la fascia elastica si possono seguire principalmente due tecniche.

Se si sta portando in un “triplo sostegno” e la fascia contiene elastan, si può provare ad allentare i lembi per abbassare un po’ il bimbo andando a spingerli a partire dalle proprie spalle verso il basso. 

L’alternativa è togliere il bambino dalla legatura e reinserirlo in posizione semi-reclinata in uno dei due lembi dell’incrocio (o in entrambi), andando poi ad allattare sostenendo il bimbo con una delle mani.

  • Allattare nella fascia rigida

Con la fascia rigida esistono legature davanti (come la “front cross carry” o la “front wrap cross carry”) o sul fianco (specialmente quelle con nodo scorsoio) dove, allentando la tensione, è possibile abbassare il bimbo fino all’altezza del seno, allattare in posizione verticale e poi riprendere la tensione per riportare il bimbo nella posizione originaria. 

Volendo è possibile allattare anche in posizione semi-reclinata, andando però a disfare e a modificare parzialmente la legatura (per esempio nel caso della “FWCC”).

  • Allattare nella fascia ad anelli

Per allattare con la fascia ad anelli in posizione verticale basterà allentare la tensione della fascia tra gli anelli e abbassare il bimbo fino all’altezza desiderata.

Se si volesse invece sfruttare la fascia ad anelli per allattare con il bimbo davanti, bisogna spostare il suo corpo in modo che sia semi-reclinato (non sdraiato a culla, ma con il tronco sollevato) e le sue gambine siano posizionate una sopra l’altra (facendo attenzione di non creare compressione sui fianchi e di lasciar liberi polpacci e piedi). In questo caso si può usare l’incavo del proprio braccio per supportare il collo e la testa del bimbo.

  • Allattare in un mei tai o nel marsupio

Per allattare in un supporto semi strutturato o strutturato in genere è necessario allentare leggermente il cinturone ed abbassarlo un pochino e allentare anche le fibbie laterali o gli spallacci (eventualmente anche solo da un lato) per poter posizionare il bambino all’altezza necessaria.

Molte volte allattare in fascia o nel marsupio non consente di avere le mani completamente libere, come invece succede normalmente nel babywearing. Una mano o un braccio sono spesso impegnati a fornire sostegno al bambino, specialmente se il bebè non ha ancora un completo controllo della testa. Nonostante ciò, le mamme apprezzano la possibilità di avere almeno una mano libera e un po’ di supporto in più, risorse che possono fare la differenza nella quotidianità!

Si può allattare anche col biberon

Quando si allatta con il biberon, usare un supporto portabebè non solo può essere comodo, ma può anche avere dei riscontri benefici nella relazione genitore – bambino grazie allo stretto contatto che si crea.

L’allattamento con il biberon in fascia o nel marsupio è simile a quello che avviene al seno.

In alcuni casi sarà necessario abbassare il bebè di qualche centimetro o allentare la parte superiore delle legature per creare più spazio e rendere accessibile il biberon senza che la testa del bimbo debba girarsi eccessivamente di lato per prendere la tettarella. 

Anche in questo caso, una volta terminato di ciucciare, il bambino dovrà essere riportato in posizione verticale, alto e vicino, regolando la legatura o il supporto in modo appropriato.

Altri aspetti legati ad allattamento e babywearing

È bene sapere che il babywearing può influire anche su altri aspetti legati all’allattamento.

La vicinanza aiuta la mamma ad imparare a riconoscere i segnali del proprio bambino e a sintonizzarsi con lui, senza che debba per forza arrivare a piangere per richiamarla e farle capire che ha fame.

I bimbi hanno bisogno di essere allattati di frequente soprattutto nei primi mesi di vita. Spesso però ricercano il seno anche solo per un bisogno di contatto e questo può essere colmato dal babywearing.

Tenere il bebè sul proprio petto, contenuto e avvolto sul proprio cuore, facilita un sereno addormentamento, un sonno più tranquillo e favorisce una maggiore distanza tra le poppate (utile ad esempio quando il bimbo sta attaccato ore e ore e la mamma ha i seni dolenti). Questo però potrebbe essere controproducente e da monitorare in caso di bimbi particolarmente sonnolenti che faticano a prendere peso.

Per concludere

Tenere il tuo bimbo vicino, portarlo nella fascia o nel marsupio, allattarlo a richiesta ecc. significa semplicemente rispondere ai suoi bisogni ed è un norma biologica. 

Allattare e portare è possibile e ci sono tantissime modalità per farlo, ma sempre con attenzione e buon senso.

Se pensi che possa essere una soluzione pratica per te o ti incuriosisce provare, puoi contattarmi (o se sei lontana puoi cercare una consulente esperta e formata su queste tematiche). Sperimenteremo insieme la modalità più adatta per voi.

Se invece hai già sperimentato e ti va di condividere la tua esperienza, mandami la tua testimonianza. Mi farebbe piacere sapere qual è il tuo supporto preferito per allattare, in che situazioni hai allattato e portato contemporaneamente e come ti sei trovata.

Non mi resta che augurarti buon allattamento e buon babywearing!

Pin It on Pinterest

Share This