A volte, soprattutto durante gli incontri informativi, mi capita di confrontarmi con genitori che hanno paura che il Babywearing con il tempo possa provocare mal di schiena.

 

Il babywearing può essere davvero nocivo?

Innanzitutto è bene chiarire che in alcuni casi il Babywearing può non essere una modalità di maternage consigliata per tutti. In altri, può invece necessitare di un intervento personalizzato, ben lontano dall’improvvisazione del fai da te di chi si cimenta tra libretti di istruzioni e video su youtube.

Nel caso di patologie pregresse, ad esempio, è importante farsi affiancare da un consulente esperto e lavorare in équipe con i professionisti che seguono già la mamma o il papà per quel problema. Il lavoro in sinergia permette infatti di poter trovare insieme la legatura o il supporto più adatto a rispondere alle specifiche esigenze e caratteristiche della singola persona.

Il Portare deve essere una pratica comoda e confortevole per portato e portatore.

E sottolineo DEVE perchè per me è davvero un must!

La possibilità di poter tenere vicino al corpo il proprio bambino, avvolto all’interno di una fascia o in un altro supporto portabebè, deve infatti essere un piacere e non una tortura, ne tanto meno deve diventare fonte di danni per la propria salute.

 

…e allora perchè viene il mal di schiena?

La risposta è: dipende…e, soprattutto, la bella notizia è che non è detto che venga! 🙂

Se il supporto scelto è adatto alla diade portato+portatore, se la legatura è ben fatta ed è adeguata al proprio bambino (in termini di peso, dimensioni e sviluppo psico fisico) il Babywearing non causa tensioni o dolori, perchè il peso del bimbo scarica in modo ottimale sulle spalle, sulla schiena e sui fianchi dell’adulto.

Un’altra bella notizia è che il corpo del portatore si rafforza man mano che il bimbo cresce e con il passare dei mesi si abitua al peso (un po’ come quando si aumentano gradualmente i carichi andando in palestra). Diverso sarebbe partire da zero con un bambino più grande… e allora, probabilmente, un po’ di fatica è da mettere in conto 😉 .

Certo, a lungo andare, pesi sempre più importanti si fanno comunque sentire. Per questo è fondamentale cambiare posizione, legatura o…supporto.

 

Nel portare fronte mondo, ad esempio, l’adulto tende ad inarcare la schiena per compensare il carico del bambino.

In questa foto, per di più, il bimbo viene portato bassissimo, ad un’altezza ben diversa da come starebbe in braccio (senza supporto), in una legatura inadeguata e in una postura completamente innaturale e non fisiologica!

Se credi che il Babywearing sia la causa del tuo mal di schiena, qui potrai trovare qualche spunto per riflettere e qualche strategia.

Queste sono alcune delle domande che pongo ai genitori che arrivano da me lamentando questo problema:

  • Quanto tempo ha il tuo bambino, quanto pesa, quanto misura?
  • Dove lo porti abitualmente (pancia a pancia/schiena) e per quanto tempo?
  • Com’è il tuo bambino? E’ tonico? Curioso? Si muove molto? Come si comporta quando lo porti?
  • Di che legatura o supporto stiamo parlando?
  • Hai problemi pregressi di schiena o il fastidio è comparso di recente con il portare?
  • Senti subito male o dopo un po’ che porti?

Generalmente, dopo aver fatto un’attenta anamnesi, propongo la soluzione che penso possa essere più adatta alla situazione e la valuto insieme al genitore.

Ecco alcuni casi possibili che potrebbero funzionare anche per te:

  • Se il tuo bambino è ormai cresciuto, inizia ad essere pesante, tonico e molto attivo e tu lo stai ancora portando in una fascia elastica pancia a pancia: è ora di cambiare supporto! Anche se sulle istruzioni di alcune fasce elastiche c’è scritto che potrai portare tuo figlio fino alla patente, ecco non è così! I 13/15 kg che sono segnalati indicano semplicemente che con quel peso la fascia non si romperà… non che la tua schiena sarà comoda a portare o che potresti ritrovare tuo figlio alle ginocchia!

Una chiara testimonianza di una fascia elastica arrivata alla fine del suo percorso.

Bimbo insaccato, portato al limite del baricentro del portatore. Mamma con schiena inarcata che cerca di compensare il peso. Supporto completamente in tensione (indossato comunque in modo scorretto).

 

  • Se hai una fascia di tessuto rigida, un mei tai o un marsupio ergonomico e porti ancora davanti un bimbo grande, forse è ora di cambiare posizione o legatura o, in ogni caso, verificare con l’aiuto di un consulente esperto quello che fai in autonomia. Spesso basta apportare piccole modifiche e cambia tutto!

In questa immagine puoi vedere due legature realizzate con fasce di tessuto rigide. 

Si vede chiaramente, soprattutto in quella di sinistra, come la legatura non sia stata eseguita in modo ottimale

Ciò comporta sicuramente un sostegno inadeguato e uno scarico errato.Una situazione come questa è facilmente migliorabile. Con tanta pratica e con il supporto di una consulente si può intervenire sulle criticità in modo mirato.

 

  • Se porti tante ore sul fianco, questa non è sicuramente la posizione migliore da mantenere a lungo.
  • Se invece la posizione e la legatura sono fatte da manuale, il problema potrebbe essere semplicemente il tipo di fascia. Alle volte fasce molto sottili (a bassa grammatura) non sostengono un peso importante. Cambiare legatura provandone una multistrato potrebbe risolvere… altrimenti avrai trovato una buona scusa per cambiare fascia ;-). Blend misti o grammature più alte potrebbero supportare di più.
  • Un altro caso molto, ma molto comune è aver acquistato un supporto strutturato (marsupio) che non è adatto alla corporatura di chi porta (es. mamma molto minuta vs cinturone ventrale super super imbottito) o che non rispetta (o non rispetta più) le dimensioni del bambino (marsupio comprato per bimbo di 6 mesi usato con toddlerone di 2 anni). In questo caso la soluzione purtroppo o per fortuna è semplicemente cambiare marsupio (puoi prevenire questa situazione partecipando ad uno dei miei corsi dove puoi provare diverse tipologie prima dell’acquisto 😉 ).

In questa foto puoi vedere come un marsupio ergonomico, essendo un supporto strutturato, nel tempo necessiti comunque di essere sostituto con un supporto adeguato a sostenere la crescita del bambino.

 

  • In alcune situazioni, al di là del supporto, è davvero utile una consulenza da un osteopata o un fisioterapista specializzato. Capita spesso infatti, sopratutto nel post parto, che il corpo debba assestarsi in seguito ai cambiamenti avvenuti nella gravidanza e durante il parto. Un aiuto esterno può aiutare a migliorare o risolvere i fastidi.

 

Riassumendo

Le motivazioni più comuni del mal di schiena legato al portare sono:

  • problemi pregressi
  • troppo carico e conseguente spostamento del baricentro (se porti davanti o sul fianco)
  • legatura lasca o marsupio non regolato bene (sia davanti che dietro)
  • supporto o legatura non adatti

Se credi di avere bisogno del mio supporto o se hai anche solo voglia di dirmi la tua, contattami pure qui. Sarei felice di conoscere la tua esperienza 🙂

 

Un’ultima riflessione…

Se il tuo bambino è ormai diventato grande e pesante ed è per te una fatica continuare a portarlo, forse è ora di iniziare a pensare che sia il momento di regalargli un paio di scarponcini 😉

Il “percorso portato” arriva per forza prima o poi ad una conclusione…ed è importante saper rispettare anche il bisogno del bambino di esplorare e staccarsi da noi. La fine del percorso di babywearing per alcuni genitori è a volte difficile da accettare. Alcuni tendono a volersi fare carico del proprio figlio anche oltre il tempo necessario, senza permettergli mai di iniziare a sperimentare.

Credo che il Portare sia una delle tante possibilità che accompagna la crescita e la relazione con i nostri bambini, ma è a suo modo anche un percorso di crescita per noi adulti.

Se fai fatica a volerlo abbandonare, anche se tuo figlio si sta mostrando pronto, può essere utile cercare di cambiare piano piano prospettiva. Se ad esempio stai progettando una vacanza insieme e pensi che il tuo bambino non sia ancora pronto per seguirti a scarpinare sull’Everest, ma è già troppo pesante perchè le tue spalle possano portare il suo peso, forse è ora di iniziare a pensare di trovare altre strade da percorrere e altre mete alla sua portata. Un passo alla volta, magari per mano. Anche se questo può essere più faticoso, può richiedere tempo o può fare paura.

Rimarremo in realtà sempre vicini ai nostri figli, disponibili a sostenerli, pur non portando.

La sfida dell’essere genitori diventa anche saper rinunciare e scegliere. Pensare anche ai nostri piccoli come persone con bisogni e desideri e come compagni di viaggio con i quali avventurarci insieme in nuovi sentieri, prima in braccio, poi per mano…e poi un giorno anche solo con il cuore. <3

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