Un altro pezzo di carta?

Click here for english version – Certified Trageschule Babywearing Consultant…what’s that?

Sono da poco rientrata in Italia dalla mia certificazione con la “Trageschule® Uke molte persone incuriosite mi hanno chiesto perché io abbia deciso di frequentare anche questo corso.

Non è certo per avere un pezzo di carta in più che l’ho fatto, anche perché in fondo lavoro già con le famiglie da più di 10 anni, dapprima come puericultrice, poi come educatrice, infine anche come Consulente del Portare.

Ho iniziato il mio percorso con la “Scuola del Portare®” nel 2012 e negli anni, grazie a questa esperienza, ho scoperto nel babywearing qualcosa di più di una semplice passione. Nel babywearing ho trovato la mia dimensione e la mia strada. Quando seguo le mamme e i papà, infatti, ho la possibilità di offrire le mie competenze e il mio supporto, affinché si possa riconoscere, dare valore e cura a quel contatto che si crea tra il genitore e il bambino fin dalla vita prenatale, a quel legame che si costruisce fin dai primissimi momenti della loro vita insieme, a quella relazione che sarà alla base di tutte le relazioni.

Ho avuto l’onore di accompagnare tantissime famiglie e di affiancare diverse consulenti nel loro percorso di formazione, di entrare in contatto e fare rete con numerosi esperti e professionisti.

Ma allora era proprio necessario?

Io mi sento una persona in cammino e nel mio modo di vedere il lavoro, credo nell’importanza di avere una formazione continua, sia sui contenuti, ma soprattutto su me stessa. Ed è proprio in questa ricerca continua che rientra il mio percorso fatto con la “Die Trageschule®”. Ho scelto di formarmi anche con questa Scuola per avere una possibilità di crescita e di confronto ulteriori.

Ora cosa cambierà?

Fondamentalmente il cambiamento è molto sottile, perché continuo e continuerò a seguire le famiglie come facevo prima, ma sicuramente con degli strumenti nuovi e una spinta in più.

Questo corso mi ha permesso di apprezzare le peculiarità di queste Scuole, di riconoscerne le differenze, di integrare conoscenze e competenze, di fare esperienza.

Ho trovato approcci diversi, ma sempre con al centro un unico obiettivo: il benessere della famiglia.

La “Scuola del Portare®” italiana ha un approccio unico nel suo genere, con un taglio psicologico, antropologico e a tratti anche spirituale, caratteristiche peculiari introdotte da Antonella Gennatiempo, che ha dato largo spazio e attenzioni anche a quello che è il vissuto prenatale e individuale. La “Die Trageschule®” porta invece alle spalle una lunga storia, perché la sua fondatrice Ulrike Höwer, che ho avuto il piacere di incontrare a Dresda e a Stoccolma, pioniera nel campo del babywearing in Germania, ha sviluppato tra i primi una formazione per consulenti, facendo ricerca in un campo allora del tutto inesplorato.

Ma è necessario frequentare una scuola, anzi due, per fare tutto questo?

Credo che il mio lavoro non sia riducibile solo all’insegnamento di mere tecniche, da come imparare a legare meglio con la fascia a come allattare con successo il proprio bambino. Non è e non vuole essere questo per me! Il mio lavoro è sicuramente in parte una trasmissione di saperi e di strumenti, ma è soprattutto la possibilità di supportare l’altro per fare emergere quelle competenze nascoste che ognuno di noi ha per poter vivere meglio le diverse esperienze. E per fare questo bisogna imparare ad osservare, accogliere, ascoltare, entrare in empatia e in relazione…anche con se stessi!

Chi mi conosce sa bene quanto io sia una persona dinamica e curiosa, che ama mettersi in gioco alla ricerca di nuovi stimoli per migliorare.

Credo profondamente che ognuno di noi sia sempre in continua evoluzione e questo lo vivo in prima di tutto su di me.

Sicuramente mi sento molto arricchita da questa esperienza, ma sono ancora e sempre in cammino, con la speranza che il meglio debba ancora venire!

Super Virna, ma come fai?

Non ho i super poteri, tutt’altro! Sono solo una persona che mette tanta, tanta passione in ciò che fa ed la necessità di movimento è una cosa più forte di me.

Questo è stato un percorso impegnativo e faticoso, ma mi sento felice, appagata e molto stimolata. Forse è da qui che traggo le energie. Dal bisogno e dalla voglia di dare e fare sempre meglio! E tante energie le prendo sicuramente da tutte le persone che incontro, da chi mi sceglie come professionista per fare un pezzo di cammino insieme. Dal sorriso dei genitori e dai bambini che accompagno, dalle profonde sensazioni che vivo ogni giorno.

 

E adesso vi ringrazio!

In questo momento vivo una forte emozione di gratitudine e ci tengo a ringraziare tutte quelle persone che, più o meno consciamente, mi hanno sostenuta per arrivare fin qui! Voi lo sapete!

In particolare voglio ringraziare per prima la mia famiglia, mio marito Diego e i miei bambini Pietro e Davide, che con amore e pazienza sostengono ogni mia iniziativa. Mio fratello Marco, che si è impegnato a scattare migliaia (veramente!!!) di fotografie per preparare gli esami. Deborah Asnaghi che con pazienza e professionalità mi ha dato validi strumenti per migliorare le mie capacità linguistiche. Ringrazio anche due donne molto sapienti: Cristina Rigamonti e Carmen Soru, per la presenza di questi anni e per aver avuto cura quel semino che timidamente si stava (e si sta) trasformando per germogliare verso uno splendido sole.

Per ultima, ma non per importanza, voglio ringraziare infinitamente la mia trainer Olga Nguyen, che ha portato nei suoi corsi con la Die Trageschule® anche la sua grande esperienza di trainer di comunicazione non violenta. La ringrazio per come ha saputo ispirarmi e darmi sagge indicazioni da calare nel mio lavoro quotidiano.

Olga risuonerà sempre dentro di me non solo con i suoi “chest out”, “gather, gather gather”, “shuffle, shuffle, shuffle”*, ma soprattutto per la bellissima persona che è e per tutto quello che mi ha trasmesso con passione incondizionata.

E ora… in cammino! Ci vediamo presto!

* indicazioni date durante la formazione

 

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