Portare i bimbi in fascia

Babywearing

Cos’è

Il babywearing, cioè “portare addosso il proprio bambino” con fasce o altri supporti, non è soltanto un modo comodo per trasportarlo. Si tratta innanzitutto di una pratica comune a molte culture che permette di spostarsi insieme in modo pratico, funzionale e sicuro.

Il babywearing rispetta la fisiologia del bambino, in quanto asseconda lo sviluppo del sistema osteo-articolare, in particolare garantisce il posizionamento corretto delle anche, il sostegno da ginocchio a ginocchio, la cifosi naturale della schiena e il sostegno della zona cervicale.

Il babywearing rappresenta una vera e propria modalità di cura e di maternage adatta a crescere i bambini, con notevoli benefici sia dal punto di vista psicologico ed emotivo che da quello puramente pratico. E’ una pratica antica che si sta sempre più riscoprendo e rivalutando anche qui in occidente; può essere sperimentato anche dal papà, che ha così l’occasione di vivere le “sensazioni di pancia” che non ha potuto provare e di sentirsi una cosa sola con il proprio bimbo.

Spesso una neo mamma si ritrova ad avere a che fare con falsi miti e pregiudizi culturali anche sul tema del babywearing. Spesso il portare viene visto come una moda del momento e non è raro incontrare persone che pensino quanto sia nocivo o addirittura pericoloso.

Numerosi studi dimostrano invece che il cucciolo d’uomo è adatto ad essere portato, è biologicamente predisposto e, dal punto di vista etologico, rientra nel gruppo dei portati attivi.

Sono state osservate caratteristiche specifiche sia nel bambino che nella madre che inducono a pensare che il neonato si sia adattato nel tempo alla condizione di “portato” che il portare sia il comportamento biologico adeguato in risposta ai bisogni di contatto, calore e nutrimento, in un determinato stadio di sviluppo.

Il suo habitat naturale è quindi il corpo della madre e il babywearing è la modalità di maternage che garantisce di mantenere la vicinanza fisica di cui il neonato ha bisogno, con praticità e sicurezza.

Attraverso il contatto con la mamma, il calore della sua pelle, il battito del suo cuore, il piccolo ritrova le sensazioni della vita intrauterina e vive il passaggio tra endogestazione ed esogestazione come un adattamento graduale.

Il portare rispetta inoltre anche la fisiologia del bambino, in quanto asseconda lo sviluppo del sistema osteo-articolare, in particolare garantisce il posizionamento corretto delle anche, il sostegno da un cavo popliteo all’altro (da ginocchio a ginocchio), la cifosi naturale della schiena e il sostegno della zona cervicale.

  1. Riflessi primordiali: grasping (presa), riflesso Moro (soprassalto, apertura delle braccia e ricerca di presa di fronte a stimoli improvvisi);
  2. Caratteristiche anatomiche: anche immature, gambine a “o” e colonna vertebrale a “c”, in cifosi, adatte ad aggrapparsi al corpo della madre;
  3. Caratteristiche neurologiche: cervello immaturo, che si struttura nel corso degli anni e si sviluppa in seguito a stimoli funzionali, a partire dall’emisfero destro (percezioni sensoriali, linguaggio non verbale) direttamente collegato al sistema nervoso autonomo che determina le funzioni involontarie del corpo, e, solo dopo i due anni di vita, inizia a prevalere l’emisfero sinistro, con il pensiero logico-matematico e astratto;
  4. Caratteristiche comportamentali: pianto in assenza del contatto e del movimento (riconosce il non-contatto, il silenzio e l’immobilità come condizioni di pericolo e di angoscia).

 

La madre ha una predisposizione biologica, biochimica e ormonale per garantire al neonato protezione, nutrimento e contatto.

Winnicott ha definito “preoccupazione materna primaria” gli stati psicofisici della madre che la predispongono a rispondere in modo adeguato ai bisogni del bimbo nelle prime settimane.

Il suo corpo dopo il parto è pronto ad accogliere il bimbo tra le braccia, nel calore del suo petto ed è predisposto a prendersene cura, anche grazie alla tempesta ormonale di ossitocina e prolattina.

Il suo latte, avendo un basso contenuto di grasso e proteine, richiede un allattamento (a richiesta) frequente e una presenza costante per prendersi cura del piccolo.

Il suo bacino ha una forma adatta per sostenere il corpo del bambino, che stabilizza la sua posizione attraverso la presa a pinza attorno al corpo dell’adulto.

  1. Permette l’esperienza del continuum e di soddisfare il bisogno primordiale di prossimità con la madre.
  2.  La madre impara a rispondere prontamente ai segnali del neonato.
  3. Aumenta le possibilità di apprendimento anche per il bambino, in quanto viene sottoposto ad una notevole varietà di stimoli (sensoriali, psicologici, motori e sociali).
  4. Riduce il pianto, le coliche e il reflusso.
  5. Aiuta il bambino a termoregolarsi.
  6. Favorisce l’allattamento e il sonno del bambino.
  7. Favorisce lo sviluppo del legame di attaccamento.
  8. Rende più semplice la gestione della vita familiare (fratelli, casa etc).
  9. Permette di spostarsi agevolmente e senza ingombri.
  10. Può coinvolgere anche altre figure di riferimento del bambino (papà, nonni, babysitter etc).

Approfondimento: per saperne di più leggi il mio articolo su Casa Tabata!

La Consulente è una persona preparata, competente, in continuo aggiornamento che può sostenere e accompagnare in maniera corretta la famiglia.

Saprà insegnare come rispettare la corretta fisiologia del neonato o del bambino e trovare posizioni che assecondino le esigenze e lo sviluppo dei piccoli.

Durante gli incontri sul baywearing si possono condividere con la consulente e/o con il gruppo esperienze, opinioni, dubbi e problemi, trovare sostegno o semplicemente stare insieme.

Si potranno sperimentare diversi supporti, diverse legature e trovare le migliori soluzioni per ognuno, individuando gli strumenti più idonei alle proprie esigenze ed evitando così acquisti inutili.

Si può imparare a portare anche da soli, ma intraprendere un percorso insieme ad una consulente esperta o perfezionare quanto appreso in autonomia, permetterà di portare a lungo e con soddisfazione.

Esistono in commercio svariati tipi di strumenti per portare i bambini (non strutturati, semi strutturati e strutturati).

È importante scegliere quello che risponde meglio alle proprie esigenze e che sia il più idoneo per le caratteristiche sia del bimbo che del portatore (es. età del bambino, corporatura del genitore, uso, versatilità etc).

Un buon portabebè deve innanzitutto garantire:

  • la posizione fisiologica del bimbo (testa sostenuta, con vie aree libere, schiena in posizione naturale -in cifosi per il neonato-, sostegno da un cavo popliteo all’altro, senza sforzare, con ginocchia più in alto del sederino);
  • la sicurezza;
  • un buono scarico sul corpo del portatore (spalle, schiena e fianchi);
  • l’utilizzo di coloranti atossici e tessuti traspiranti (meglio se certificati);
  • morbidezza ma non cedevolezza e resistenza nel tempo (per le fasce prediligere tessiture ad armatura diagonale, che sostengono e avvolgono il corpo del bambino in modo ottimale, con orli ben rifiniti e facilmente rintracciabili);
  • l’assenza di inserti che potrebbero dare fastidio al bambino o al portatore.

Sei indeciso sulla scelta del supporto giusto per te, visita la nostra fascioteca!

Approfondimento: la fascia rigida in tessuto: come è fatta e come usarla.

Approfondimento: la fascia elastica: cos’è e come si usa.

Scegliere ed utilizzare correttamente un porta bebè non è sempre ovvio: ecco alcune regole da osservare per praticare un sano e sicuro Babywearing.

  1. Scegliere un portabebè idoneo all’età del bambino e alle caratteristiche del portatore, che sia rigorosamente ergonomico.
  2. Assicurare la corretta posizione delle gambe (M) e della schiena del neonato (C), proteggendo la testina finchè non la regge da solo.
  3. Evitare la posizione a culla.
  4. Tenere il bambino all’altezza in cui lo si terrebbe in braccio e ben aderente al proprio corpo (non passa un pugno tra i due corpi).
  5. Scegliere legature che rispettino lo sviluppo fisico e psicosociale del bambino, variando nel tempo.
  6. Non girare il bambino fronte mondo, ma assecondare la sua curiosità cambiando posizione (fianco/schiena).
  7. Fare attenzione che il mento non tocchi il petto e che le vie aeree siano libere per non ostacolare la respirazione.
  8. Rimanere vigili e in ascolto del proprio bambino.
  9. Praticare il babywearing con buon senso.
  10. Farsi affiancare da una Consulente nella scelta dei diversi portabebè.

Approfondimento: perchè è importante cambiare posizione assecondando lo sviluppo dei bambini? Leggi il mio articolo sul blog Casa Tabata!

Approfondimento: per saperne di più su come portare in sicurezza, leggi il mio articolo sul blog Casa Tabata!

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